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martedì 19 marzo 2013

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PROGETTO INTERPRETE: un percorso informativo rivolto a i genitori per migliorare il rapporto con i propri figli

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giovedì 14 marzo 2013

UN CUORE CONGELATO: EVITAMENTO E RELAZIONI AFFETTIVE



“Per un verso le esperienze che una persona ha fatto, specialmente nell’infanzia, determinano le sue aspettative di trovare o mantenere in seguito una sua base sicura personale, e anche la misura in cui sarà capace di stabilire e mantenere un rapporto gratificante. Per l’altro la natura delle aspettative che una persona nutre e il suo livello di capacità hanno un ruolo rilevante nel determinare il tipo di persone a cui si accosterà e come queste si comporteranno con lei.” (Bowlby, 1979)

Congelare le emozioni e far prevalere la razionalità di un pensiero che dice di poter farcela da soli e di non aver bisogno di nessuno, negando i propri bisogni di conforto e accudimento.
Per sopravvivere una strategia: mantenere le distanze e celare a se stessi e agli altri l’ansia, la rabbia e lo sconforto.

Ma da dove nasce questa necessità di stabilire rapporti poco intimi,  garanzia per un’autonomia personale, basati prevalentemente sull’enfatizzare  la componente amicale e il lucido calcolo razionale? Perché non si può correre il rischio di essere rifiutati?
L’origine va rintracciata in un’infanzia  in cui si sono sperimentate delle relazioni con le figure di accudimento in cui le manifestazioni di affetto sono state banalizzate e ridicolizzate, trasmettendo una sensazione di non valere come le altre persone. Questo contribuisce a creare uno stile di attaccamento evitante. Una madre che minimizza le esigenze del figlio (“Sei grande, non devi piangere!”) o che si mostra irritata dalle manifestazioni di debolezza del bambino, gli da l’idea di esser pronta da un momento all’altro a recidere la relazione e negare il suo affetto. Madre fredda e rifiutante , convinta di fare il bene del proprio figlio, di prepararlo ad una vita impervia, molto spesso proprio come lei è stata allevata.

Il bambino impara presto a conformarsi alle richieste di questa madre per non perderla: lei agisce nel suo bene perché lo vuole indipendente e autonomo, mentre lui si sente cattivo perché prova disperazione e sofferenza.
Ed è così che, da grande, questo bambino potrà trovare ridicole le manifestazioni di affetto da parte di altri che lo fanno sentire solo imbarazzato e inadeguato, ma non farà trapelare nulla di tutto ciò. Da grande sarà sospettoso delle ragioni degli altri, spesso non degni di fiducia o ridicolmente dipendenti. Di fronte alla rottura di una relazione mostrerà indifferenza o solo un poco di dispiacere, mai disperazione o dolore. Non cercherà di opporsi a questa cosa, perché l’amore romantico non esiste nella realtà, è raro che un amore duri una vita intera ed è quasi impossibile trovare qualcuno di cui innamorarsi profondamente, non c’è bisogno dell’amore per essere felici; darà cosi un maggiore peso a obiettivi quali il lavoro, la carriera o il successo. Non tornerà sui suoi passi dopo la fine di una relazione, perché per lui quella sarebbe una “minestra riscaldata”.
In una relazione non darà segni di gelosia, sarebbe un segno di debolezza.  La tendenza è quella di cercare relazioni che lo scaldino poco, magari intensamente sessuali ma poco affettive. Quando ha la sensazione che il legame diventi troppo intimo si sentirà in gabbia e avrà bisogno di romperlo e cambiare ripartendo da zero. Alla volte è un traditore, quel comportamento sarà funzionale a mettere una distanza in un rapporto che l’"evitante" sente diventare troppo serio e dal quale non vuole dipendere. Non vuole essere vicino, ma nemmeno lontano. Quando ha una sofferenza preferisce stare da solo, perché è così che faceva quando era piccolo. E’ spesso irritato da una persona che tende a stagli vicino a tutti i costi e in tutte le maniere.

Ogni individuo è portatore di uno tipo di attaccamento, la consapevolezza di “funzionare” in determinato modo è il primo passo per costruire una vita relazionale felice.
Dott.ssa Marta Villa
Bibliografia
Attili G., Attaccamento e amore, Il Mulino, 2004
Attili G., Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente.Normalità, patologia terapia, Corina Raffaello, 2007

venerdì 8 marzo 2013

DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA'- ADHD-
Un convegno per condividere percorsi diagnostici e terapeutici in Lombardia
28-29 maggio 2013
Milano- Istituto Mario Negri-
Per iscrizioni entro 15 maggio ADHD.marionegri.it
Il disturbo ADHD è una delle più frequenti sindromi neuropsichiatriche infantili, la complessità della diagnosi necessita l'uso di strumenti appropriati, così come la terapia. Per meglio comprendere quali siano i determinanti significativi che caratterizzano i percorsi assistenziali per i pazienti con ADHD e per le loro famiglie, e contemporaneamente agire per migliorarne l’appropriatezza, a partire dal 2010 con il contributo della Regione Lombardia è stato attivato uno specifico progetto di NPIA per la creazione di una rete di 18 Centri di Riferimento per l’ADHD con la finalità principale di definire e condividere pratiche basate sull’evidenza. Le attività previste sono state:
  • Analisi di  percorsi esistenti in Lombardia per l'ADHD
  • Formazione ed informazione
  • Definizione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi
ADHD.marionegri.itRelatori: Daniele Arisi -UONPIA, A.O. Ist. Ospedalieri di Cremona; Umberto Balottin NPI, IRCCS
Mondino, PV; Antonella Costantino, Anna Didoni, Claudio Bissoli UONPIA, IRCCS “Ca’ Granda” Osp. Maggiore Policlinico MI UONPIA IRCCS “Ca’Granda” Ospedale Maggiore Policlinico, MI; Maurizio Bonati e  Laura RealeIRCCS Ist. “Mario Negri” di Milano; Erika Buzzi Scuola di Specialità, Univ. degli Studi di
Mi; Mauro Camuffo UONPIA, A.USL 9 di Grosseto; Daniela Candeloro Scuola di
Specialità Univ. Degli Studi di Pavia;Tristana Castrignanò Scuola di Specialità, Univ. degli Studi di Varese; Antonio Clavenna IRCCS Ist. “Mario Negri” di Milano; Stefano Conte NPI, A.O. Ospedali Riuniti di Bg; ;
Gianluca Daffi, Paola Effedri ed  Elena Filippini, Alessandra Tiberti, Antonio Vita A.O. Spedali Civili Presidio Ospedaliero dei Bambini di Bs; Maria Teresa Foà Scuola Primaria “Vinci” di Vimercate; Emiddio Fornaro UONPIA, A.O. Ospedale Niguarda “Ca’Granda” di Mi; Andrea Gardini Direttore Sanitario, A.O.Universitaria di Ferrara Stefano Guerini Scuola di Specialità, Univ. degli Studi di Bs; Gian Marco Mazzocchi Psicologia dello
Sviluppo, Univ. degli Studi di Mi-Bicocca; Silvia Merati e Gaia OldaniUONPIA, A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Mi;  Corrado MeravigliaUONPIA, A.O. Valtellina Valchiavenna di So; Paolo Moderato Ist. Comunicazione Comportamento e Consumi, IULM di Mi; Massimo Molteni IRCCS, Ist. Scientifico Eugenia Medea di Bosisio Parini; Luciano Montaldi UONPIA, A.O. “G. Salvini” di Garbagnate Milanese; Paola Morosini UONPIA, A.O. della Provincia di Lodi;Francesco Rinaldi UONPIA, ASL Vallecamonica-Sebino; Ippolita Roncoron Pediatra di Famiglia, ASLdi Pv; Monica Saccani UONPIA, A.
O. San Paolo, Univ. degli Studi di Mi; Roberto Segala UONPIA, A.O. “Carlo Poma” di Mantova; Cristiano Termine UONPIA, Osp. di Circolo, Fondazione “Macchi” di Va; Davide Villani NPI, A.O. Provincia di Lc; Gian Vincenzo Zuccotti Clin.Pediatrica, A.O.Ospedale Luigi Sacco (MI).
dott.ssa Arianna Borchia


lunedì 4 marzo 2013

"Le donne non si toccano...nemmeno con un fiore"

In onore della festa della donna Casa Silene, in collaborazione con il Cas Inzago, presenta un'iniziativa che invita a riflettere sul tema delicato della violenza sulle donne. 
Casa Silene è una struttura d'accoglienza per mamme e bambini che vivono in una situazione di fragilità. L'obiettivo di questa comunità è quello di creare le condizioni più idonee affinchè le madri possano recuperare la fiducia in loro stesse e la tranquillità necessaria ad un pieno recupero della relazione con il proprio figlio. 
Con questa iniziativa si vuole sostenere tutte quelle Donne che riescono a scommettere su loro stesse e affrontare situazioni pericolose della loro vita per tutelare anche i loro figli. 
I dati annuali dell'Osservatorio del Telefono Rosa, presentati oggi a Roma, confermano che il tragico volto della violenza sulle donne non è cambiato, anzi purtroppo è aumentato.
Preoccupa molto che la maggior parte delle donne che si sono rivolte a Telefono Rosa nel 2012 hanno dichiarato che circa l'80% dei loro figli ha assistito alla violenza. Si parla in questi casi di "violenza assistita", ossia quella forma di maltrattamento psicologico che si manifesta ogni volta in cui il bambino è esposto a forme di violenza fisica, verbale, psicologica esercitata sulle figure che costituiscono per lui un punto di riferimento o su persone a lui legate affettivamente. 
Non c'è settimana migliore per fermarci a riflettere su questo...e "festeggiare" tutte le Donne che hanno avuto il coraggio di dare una svolta alla loro vita...sperando che il loro numero possa aumentare sempre di più.
Dott.ssa Laura Prada






domenica 3 marzo 2013

TEMPORANEAMENTE TUA Un progetto di Greta Zamparini

Mercoledì 6 marzo 2013
TEATRO NUOVO MAGENTA(MI)
Ore 21.00 
TEMPORANEAMENTE TUA
Un progetto di e con Greta Zamparini
Regia di Greta Zamparini e Federica Bognetti
Una produzione dell’Associazione Culturale PianoinBilico

Temporaneamente Tua è un viaggio nella sessualità e in particolare nel mondo della prostituzione. Perché si vende il proprio corpo, oggi? Per povertà, per costrizione? A volte per scelta? E se è per scelta, quali sono le spinte che la muovono? Forse il bisogno di sapere in numeri ‘quanto si vale’? O perché il sapersi desiderate dà una sensazione di potere? E quanto la nostra società influisce nel farci vivere il corpo come uno strumento da sfruttare piuttosto che come parte integrante del nostro essere? Siamo proprio sicuri che il prostituirsi sia qualcosa di così lontano da noi? Partendo da due bellissimi testi di Concita De Gregorio, passando per una escort americana che fornisce le sue testimonianze attraverso un blog, e tramite contatti reali con donne vittime della tratta, uno spettacolo per riflettere sul corpo, sull’anima, sul sesso e sui rapporti.
“Io faccio la puttana, non sono una puttana”
Lo spettacolo è inserito all’interno del progetto Dietro la maschera – Percorsi teatrali di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne realizzato dall’Associazione LULE Onlus grazie al contributo di Fondazione Ticino Olona


INFO
Quanto costa il biglietto per lo spettacolo Temporaneamente Tua?
Il costo del biglietto d’ingresso è di 10 euro
Come posso prenotare i biglietti?
Inviate una mail a comunicazione@luleonlus.it indicando il numero di biglietti che volete acquistare. Vi risponderemo indicandovi le modalità di pagamento e successivamente, il numero e fila dei posti riservati per voi.

Indagine conoscitiva Condizione Infanzia e adolescenza: VIOLENZA TRA ADOLESCENTI



Il secondo video dell'indagine sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza del 2012. 
Semplice ma esplicativa la spiegazione del "nuovo" fenomeno della violenza tra adolescenti all'interno della coppia: 
la DATING VIOLENCE. Urla, minacce, insulti e ricatti.
Ecco come vivono le relazioni il 29% degli intervistati.

Proviamo a domandarci perchè per i ragazzi stia diventando così difficile VEDERE l'altro, RISPETTARLO. 
Sono i media? la tv? i videogiochi? la violenza che si vede al telegiornale? per strada? 
E' il nostro esempio di adulti, genitori, educatori?



dott.ssa Laura Tresoldi