Un blog di psicologhe, di colleghe in continua formazione, tutte con esperienze professionali diverse unite dalla passione per lo stesso lavoro.



Con questo blog vorremmo informare e diffondere contenuti di carattere psicologico che possano essere spunto di confronto e condivisione di esperienze e opinioni, pertanto siete tutti invitati ad offrire il vostro prezioso contributo attraverso commenti e suggerimenti.



Chi voglia contattarci per richiedere una consulenza potrà farlo privatamente, le richieste pervenute sul blog non troveranno risposta e verranno eliminate.



TI PIACCIONO I NOSTRI POST? CLICCA SULLA VOCE "INTERESSANTE" ALLA FINE DI OGNI ARTICOLO!



Visualizzazione post con etichetta DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO. Mostra tutti i post

mercoledì 3 giugno 2015

FAMILY DAY PER IL COMPLEANNO DEL CENTRO COME.TE DI LODI


Ai nostri lettori vogliamo comunicare che il giorno venerdì 12 giugno 2015 al Centro Come.Te per lo studio e la cura del trauma della cooperativa Sol.i a Lodi,  in via Agostino da Lodi, n° 9  c'è il FAMILY DAY. Una giornata di colloqui gratuiti dalle 10 alle 18 per avvicinare le famiglia alla cura psicologica.
Al Centro Come.Te troverete servizi di psicologia e psicoterapia, psicologia giuridica, logopedia, mediazione familiare.
Chiamate per la vostra consulenza gratuita o venite a trovarci!
Dott.ssa Arianna Borchia

giovedì 26 luglio 2012

I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO IN ETA’ EVOLUTIVA (DSA)


         Come evidenziato nell’intervento della dott.sa A. Borchia, non si tratta di problemi cognitivi, sensoriali o legati a svantaggi socio-culturali, quanto piuttosto di specifiche e significative mancanze di automatismi.
Se alla base delle operazioni mentali ci sono sia processi automatici sia processi cognitivi, dobbiamo assumere che, in presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento, le procedure del leggere, scrivere e calcolare non sono soggette a processi di automatizzazione e quindi richiedono un dispendio di energie e di tempo maggiori.
Di fatto, non potendo contare su processi inconsci con capacità di funzionamento praticamente illimitata e adatti a compiti ripetitivi quali il leggere, lo scrivere e il far di conto, la persona affetta da DSA è costretta ad utilizzare sempre e solo risorse cognitive caratterizzate da procedure consapevoli con capacità di funzionamento limitata nel tempo e dalla possibilità di concentrarsi solo su un  compito alla volta.
Di conseguenza, l’attenzione selettiva utilizzata nel processo di decodifica di un testo, per esempio, comporta un impegno che rende inefficace, o quantomeno limitato, il processo di comprensione, proprio perché è difficile processare più compiti in simultanea.
Per meglio renderci conto di cosa si intende per automatismo della lettura, può essere utile il seguente esercizio:

NON IMORPTA IN CHE ORIDNE APAPAINO LE LETETRE IN UNA PAOLRA, L’UINCA CSOA IMNORPTATE E’ CHE LA PIMRA E L’ULIMTA LETETRA SINAO NEL PTOSO GITUSO. IL RIUSTLATO PUO’ SERBMARE MLOTO CNOFSUO, MA NOONSTATNE TTUTO SI PUO’ LEGERGE SEZNA MLOTI PRLEOBMI.

Tutto sommato la decodifica automatica del testo non ha interferito col processo di comprensione del significato. Per capire invece lo sforzo di un lettore con DSA, basta provare a leggere quanto segue:

buantipi  voidossonol  eggere bue st erigne?

Da ciò si evince che per un dislessico leggere significa decodificare consapevolmente, fare continue traduzioni in presenza di una mancata stabilizzazione della corrispondenza grafemi-fonemi. Sappiamo infatti che nella lettura, i soggetti con DSA spesso confondono grafemi simili o uguali ma orientati diversamente nello spazio, per esempio, p q  d b, oppure a e t f .
Pertanto, il compito proposto, da automatico è diventato cognitivo e ha richiesto più impegno e più tempo per essere affrontato. Inevitabilmente, davanti a un testo più lungo e complesso, le difficoltà legate alla mancanza di comprensione del significato aumentano.



CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DEL NON RICONOSCIMENTO DEI DSA

         Abbiamo visto che l’impegno cognitivo nei soggetti con DSA è di gran lunga superiore a quello dei coetanei e, tenendo conto del forte dispendio di energia e di attenzione che comporta, non potrà che essere di breve durata.  
Anche i problemi disciplinari sono spesso una conseguenza del disturbo specifico dell’ apprendimento in quanto il non poter partecipare al lavoro di gruppo alla pari degli altri comporta isolamento e implosione da un lato, oppure insofferenza ed esplosione dall’altro.
Le frustrazioni conseguenti alle difficoltà di apprendimento possono inoltre ridurre il livello di autostima e aumentare il rischio psicopatologico di disturbi emotivi e psicologici: ansia, disturbi del comportamento, depressione, forti ripercussioni sociali. Il ragazzo inizia a demotivarsi e a disinvestire energie in ambito scolastico. Si percepisce inadeguato, soprattutto a scuola, e inizia a crearsi una visione di sé negativa. Sperimenta nuovi insuccessi che confermeranno il suo senso di inadeguatezza.
Nello specifico, ansia e depressione sono conseguenti a due caratteristiche tipiche ed elevate nei DSA: il perfezionismo insito nella preoccupazione di sbagliare e l’evitamento del danno derivante dal timore di possibili effetti negativi dovuti agli errori commessi. Inoltre, la fatica e l’impegno che accompagnano il quotidiano confronto con le difficoltà tipiche di questi disturbi possono, a lungo andare, contribuire a un significativo calo della motivazione e dell’autostima.
Quindi, il non riconoscimento del disturbo influisce negativamente sullo sviluppo della personalità nel suo complesso e può compromettere un adattamento sociale equilibrato della persona. Le conseguenze possono essere spesso l’abbandono della scuola e talvolta un futuro professionale di basso livello nonostante le potenzialità di creatività e di intelligenza di questi soggetti.


COME INTERVENIRE
                                            
La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta.”

        Così si esprime Filippo Barbera, un ragazzo con DSA, nel suo libro “Un’insolita compagna: la dislessia”, Vicenza 2012, Editrice Veneta, e che Flavio Fogarolo, nella prefazione al libro, commenta in questi termini:

“Non è facile. Perché la serratura è veramente complicata, perché spesso non basta una chiave sola, perché la mandata a volte è tripla, non solo doppia... ma il messaggio è chiaro: la chiave esiste, la porta si può aprire, il muro è valicabile, non bisogna rassegnarsi. Per gli addetti ai lavori la chiave si chiama compensazione, o uso di strumenti compensativi, ossia l’insieme di strategie, metodi di studio, tecnologie, atteggiamenti, accorgimenti... che può consentire di ridurre, magari di azzerare, gli effetti del disturbo.”

Partendo dal presupposto che i DSA non si presentano mai in egual modo, ma che ogni ragazzo necessita di interventi specifici, non è sempre facile trovare il giusto equilibrio tra compensare e dispensare, ma supportare, rinforzare e condividere sono azioni che insieme alle misure compensative e dispensative possono fare la differenza.
Ormai la strada è aperta e viaggiare per raggiungere la meta, scuola e famiglia insieme, è possibile.

Summary
Specific learning disability includes several disorders in which a person has difficulty learning in a typical manner. That has nothing to do with intelligence level. It rather concerns specific types of skills or completing tasks which require different learning strategies to be accomplished. Dyslexia defines a learning disability that interferes with phonological decoding  and comprehension accuracy in reading. Unrecognised specific leaarning disability leads to a failure at school and later in life due to lack of motivation and self-esteem. Only with the right support and intervention, people with specific learning disabilities can be successful.

Gloria Invernizzi

Si ringrazia S. Todeschini, AIDLecco Scuola, per i contributi sul tema.

venerdì 24 febbraio 2012

LETTERE E NUMERI BIRICCHINI

LETTERE E NUMERI BIRICCHINI
I DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO IN ETÀ EVOLUTIVA (DSA)
Denominati come Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia, i disturbi dell'apprendimento sono sottesi da specifiche disfunzioni neurolopsicologiche isolate o combinate e sono ereditari. Essi hanno un'incidenza del 3-5%, che sale al 15-16% se si parla di difficoltà scolastiche.
Si può porre diagnosi di DSA quando, a test standardizzati di scrittura, lettura, calcolo, il bambino legge, scrive, utilizza i numeri non come ci si aspetterebbe per la sua età e solo se il livello intellettivo è nei limiti (Q.I. = 85 o più)
Nel DSM IV sono inseriti nell'Asse I come Disturbi della Lettura, dell'Espressione Scritta e del Calcolo.

LA DIAGNOSI:
La diagnosi viene posta alla fine del II anno della scuola primaria per la Dislessia, Disortografia, Disgrafia, mentre al termine del III anno della scuola primaria per la Discalculia. Già alla fine del I° anno della scuola primaria, tuttavia, profili funzionali compromessi e presenza di altri specifici indicatori diagnostici (ritardo del linguaggio e anamnesi familiare positiva per DSA) possono anticipare i termini della formulazione diagnostica.

QUALI SONO?

DISLESSIA: è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente.
DISGRAFIA: è caratterizzata dalla difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici e infine riguarda esclusivamente il grafismo può essere legata ad un quadro di disprassia, può essere secondaria ad una lateralizzazione incompleta-
DISORTOGRAFIA:è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. I sintomi della disortografia possono essere omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia).
DISCALCULIA:è il disturbo di riconoscimento e denominazione dei simboli numerici,  scrittura dei numeri, associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, numerazione in ordine crescente e decrescente, risoluzione di situazioni problematiche.

COSA FARE?

Dopo aver somministrato i test i neuropsichiatri o psicologi esperti devono redigere una diagnosi approfondita, indicare la possibilità dell'utilizzo di strumenti compensativi e facilitativi (uso della calcolatrice, tavole pitagoriche,verifiche orali…), comunicare con la scuola per creare una rete di condivisione di obiettivi, se il bambino è nel primo ciclo della scuola primaria si consiglia una terapia logopedica o una terapia neuropsicologica. L'ambiente, soprattutto quello familiare, deve appoggiare il bambino, aiutandolo nelle strategie di compenso e nella costruzione di un'immagine positiva di sé.

Dott.ssa Arianna Borchia