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mercoledì 3 giugno 2015

FAMILY DAY PER IL COMPLEANNO DEL CENTRO COME.TE DI LODI


Ai nostri lettori vogliamo comunicare che il giorno venerdì 12 giugno 2015 al Centro Come.Te per lo studio e la cura del trauma della cooperativa Sol.i a Lodi,  in via Agostino da Lodi, n° 9  c'è il FAMILY DAY. Una giornata di colloqui gratuiti dalle 10 alle 18 per avvicinare le famiglia alla cura psicologica.
Al Centro Come.Te troverete servizi di psicologia e psicoterapia, psicologia giuridica, logopedia, mediazione familiare.
Chiamate per la vostra consulenza gratuita o venite a trovarci!
Dott.ssa Arianna Borchia

venerdì 18 gennaio 2013

NUOVI DISAGI GIOVANILI-GLI HIKIKOMORI-


Hikikomori (ひきこもり o 引き篭り, letteralmente “stare in disparte, isolarsi”è un termine giapponese, che si riferisce ad adolescenti e giovani adulti, solitamente maschi primogeniti, che si rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e lì si isolano per un periodo superiore ai sei mesi, per vivere in compagnia solo di computer e videogiochi da cui si determina una totale dipendenza.
L’isolamento in genere inizia gradualmente per poi diventare una vera e propria reclusione senza possibilità di un contatto con la società, soffrono tipicamente di umore depresso e di comportamenti ossessivi. Tali cambiamenti avvengono gradualmente: appaiono infelici, perdono gli amici, diventano insicuri e parlano di meno, con un aumento dell'aggressività (spesso verso gli stessi genitori),con le ore notturne spesso dedicate a componenti tipiche della cultura popolare giapponese, come la passione per il mondo manga e, soprattutto, la sostituzione dei rapporti sociali diretti con quelli mediati via internet; la rete di internet favorisce l'insediarsi di intensi e piacevoli sentimenti di fuga. La fuga di chi non riesce a confrontarsi con la realtà Le ragioni per le quali questi ragazzi mettono in atto tale comportamento sembrano partire da una forte insicurezza tale da determinare la paura di “non essere all’altezza” per cui evitando il confronto con gli altri si evita ogni fonte di ansia. Potrebbe essere una resistenza alla pressione all'autorealizzazione e al successo personale presente nei ragazzi giapponesi già nella scuola media dove è essenziale che siano eccellenti negli studi e nella professione. Se un ragazzo non segue un preciso percorso verso un’università d'elite o un'azienda di prestigio molti genitori, e di conseguenza i loro figli, vivono questo come un grave fallimento.
La diffusione del fenomeno in Giappone ha avuto luogo dalla metà degli anni '80, corrispondente a circa 1.000.000 di casi. I Paesi a tutt'oggi maggiormente colpiti dal fenomeno sono il Giappone e la Corea, aree di cultura confuciana nell'ambito della quale l'indulgenza nelle relazioni interpersonali è caratterizzante, specie se si tratta di relazioni parentali, dalle quali ci si aspetta un certo grado di soddisfazione emotiva. Tuttavia il fenomeno si sta espandendo anche tra i giovani europei
Una delle massime giapponesi è: «Il chiodo che sporge va preso a martellate». I giovani hikikomori sono infatti spesso molto intelligenti e creativi, quasi a voler dire che l’unico modo per affermare la propria identità sia nascondersi, fuggendo dalla realtà e dalle proprie responsabilità.

BIBLIOGRAFIA:
  • Hikikomori. Adolescenti in volontaria reclusione:, Carla Ricci.
  • Hikikomori. Narrazioni da una porta chiusa:, Carla Ricci.
  • Hikikomori syndrome e disagio scolastico, Giustina Iadecola ,Il Campano editore.

    Dott.ssa Arianna Borchia

domenica 19 febbraio 2012

ATTACCO DI PANICO…COSA VUOI DIRMI?


ATTACCO DI PANICO…COSA VUOI DIRMI?

Si narra che tra gli Dei vivesse il Dio Pan che era noto perché si adirava con chi lo disturbava tanto da emettere urla terrificanti, provocando così una incontrollata paura e panico.
Questa suggestione mitologica è simile al modo in cui chi sperimenta attacchi di panico (DAP) racconta la sua esperienza: si tratta di momenti di terrore inaspettato accompagnato da sintomi come palpitazioni, sudorazione, tremore, nausea, vampate di calore, brividi, senso di oppressione toracica, respirazione difficoltosa.  
Da un punto di vista psicologico spesso è rintracciabile alla base una fatica che la persona sente rispetto alla possibilità/necessità di compiere dei passaggi importanti per il ciclo di vita che rappresentano delle tappe necessarie alla crescita e alla maturità personale e relazionale.
Non ci è dato di vivere sull’ “Isola che non c’è”, volare e restare fermi ad un’età che rappresenta la libertà..proprio come Peter Pan…è umano però far fatica a rinunciare a questo desiderio e accettare le responsabilità e le sfide della vita, tanto che il panico può rappresentare un campanello di allarme che ci suggerisce di fermarci e riflettere sul senso delle scelte che stiamo compiendo e sulle motivazioni ad esse sottese.
Se gli attacchi di panico persistono può essere utile chiedere un aiuto specialistico al fine di  esplorare insieme le ragioni del malessere che una volta comprese potranno consentire, finalmente, di spiccare il volo nella vita, a qualsiasi età; non è forse questa la libertà che desideri?

Dott.ssa Marzia Montinaro