Un blog di psicologhe, di colleghe in continua formazione, tutte con esperienze professionali diverse unite dalla passione per lo stesso lavoro.



Con questo blog vorremmo informare e diffondere contenuti di carattere psicologico che possano essere spunto di confronto e condivisione di esperienze e opinioni, pertanto siete tutti invitati ad offrire il vostro prezioso contributo attraverso commenti e suggerimenti.



Chi voglia contattarci per richiedere una consulenza potrà farlo privatamente, le richieste pervenute sul blog non troveranno risposta e verranno eliminate.



TI PIACCIONO I NOSTRI POST? CLICCA SULLA VOCE "INTERESSANTE" ALLA FINE DI OGNI ARTICOLO!



sabato 30 novembre 2013

Genitori 2.0 a Monza: come comunicano i figli oggi attraverso i social network.






Una serata-confronto con genitori di ragazzi della scuola secondaria e le modalità comunicative.

Facebook, WhatsApp, mail, Ask, ... come comunicano i ragazzi oggi?
Genitori e adulti: come comunicare con loro?

I pregi e le positività di internet, una rete che connette e unisce, 
una realtà quotidiana che permette di condividere le nostre esperienze. 


dott.ssa Laura Tresoldi 

lunedì 18 novembre 2013

MERCOLEDI 20 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI dell 'INFANZIA e dell'ADOLESCENZA




In occasione del prossimo 20 novembre, Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l’UNICEF Italia saranno fianco a fianco per celebrare il 24° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, dedicato all’uguaglianza nei diritti di tutti i bambini e in particolare alla non discriminazione dei gruppi più vulnerabili, come i minorenni di origine straniera
(Visita la pagina speciale su UNICEF e ANCI)

Il tema della tutela dei diritti dei minorenni di origine straniera e la semplificazione delle procedure per il conseguimento della cittadinanza italiana da parte dei minorenni figli di genitori stranieri che vivono sul territorio italiano sono temi su cui l’ANCI è impegnata da tempo e sono  tra gli obiettivi che l’UNICEF Italia persegue sin dal 2010 con la campagna “IO come TU. Mai nemici per la pelle”.  

In occasione del 20 novembre, l’UNICEF Italia e l’ANCI coinvolgeranno il maggior numero possibile di Comuni su due azioni: 
  • l'approvazione di una delibera comunale che disponga il conferimento della cittadinanza onoraria ai minorenni di origine straniera che sono nati e/o vivono sul territorio comunale nell’ambito della Campagna dell’UNICEF Italia “IO come TU”
  • l'adesione alla catena umana organizzata dai Comitati regionali e provinciali dell’UNICEF, che il 20 novembre unirà simbolicamente da Nord a Sud tutta l’Italia intorno al tema del diritto alla cittadinanza.
Insieme per il diritto alla cittadinanza
La catena umana, formata da bambini e ragazzi, educatori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, si farà portavoce in molte città dei messaggi della campagna "IO come TU": non discriminazione, pari opportunità, eguaglianza dei diritti di tutti i minorenni, tutela del superiore interesse del minore, ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi.



















Sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. 
In Italia la sua ratifica è avvenuta nel 1991. 
Nonostante vi sia un generale consenso sull'importanza dei diritti dei più piccoli. Ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza.





Cerca le iniziative del tuo comune o della tua provincia e partecipa agli eventi in celebrazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia.


dott.ssa Laura Tresoldi



venerdì 18 ottobre 2013

La comunicazione tra Genitori e Figli non è sempre ... chiara!

 

Utilizziamo una simpatica illustrazione tratta da 

"Vainui de Castelbajac"

 (http://www.vainuidecastelbajac.com/) 

per rappresentare come può essere criptica la comunicazione tra Genitori e Figli.

Cosa ne pensate? 



Ho l'impressione che stia cercando di dirci qualcosa...




dott.ssa Laura Tresoldi


venerdì 4 ottobre 2013

UN'INDAGINE SU «RAGAZZI E SOCIALITÀ»: Avere 13 anni a Milano

Da un articolo del Corriere della Sera del 21 settembre raccogliamo i dati di una nuova ricerca sui ragazzi, PRE ADOLESCENTI in questo caso, che mostrano alcune caratteristiche preoccupanti ultimamente in "voga".

( http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_21/rubrica-genitori-figli-adolescenti-trasgressioni-vino-alcol-tredicenni-2223219823099.shtml)

Riportiamo alcune parti dell'articolo dove troviamo i dati e i commenti di esperti riguardanti la vita sociale dei ragazzi di oggi in una città come Milano. 
Si evince la tendenza sempre più spiccata e generalizzata di un numero alto di ragazzi di 13 anni ed il consumo di alcol, dell'utilizzo sfrenato e senza controllo dei social network e dei suoi pericoli (vedi il nostro articolo sui pericoli della rete) e dei comportamenti a rischio messi in atto.

                                                Per quanto riguarda il consumo di bevande alcoliche: 
"... Ragazzi con il bicchiere di vino o la lattina di birra in mano (non si sa bene quando e dove, ma è una certezza), lo smartphone sempre acceso (e il vizio di concedere l'amicizia su Facebook anche a sconosciuti) e una certa propensione alla trasgressione (fa «figo» e tanto la sfanghi sempre). Generazione 13/14 anni, l'età in cui si frequenta la terza media: li riconoscete? A raccontarli con lucidità l'indagine annuale, fresca di pubblicazione, della Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza e dell'Associazione Laboratorio Adolescenza. L'équipe degli psicologi degli enti ha seguito i ragazzini per mesi... 
... Milano, città-laboratorio di studio delle nuove tendenze: nel capoluogo lombardo i questionari sono stati 700.  ..." 
" ... Dall'indagine emerge un ultimo dato inquietante: l'abuso di alcol. In città beve vino il 48,4%, birra il 58% e bevande a basso contenuto alcolico il 52,6% (i dati nazionali sono allineati). Anche in questo caso chi lavora in questo campo non si stupisce. «L'età del primo bicchiere continua a calare: abbiamo superato i paesi anglosassoni e deteniamo oramai il primato europeo», rivela Raffaella Rossin, presidente Sia Lombardia, Società Italiana Alcologia. «È vera emergenza», dice, «da tempo sottolineiamo l'urgenza di un lavoro coordinato fra enti pubblici, privato sociale, scuola e medicina di base. Non è allarmismo. I genitori ignorano i danni irreparabili che una sola unità alcolica (significa un bicchiere) può determinare prima dei sedici anni».

Si riprende con il tema dell'utilizzo di internet e del libero accesso a qualsiasi tipo di informazione e persone sul web questa volta attraverso lo smartphone.
"... La vera novità è invece il debutto dello smartphone,non più solo oggetto cult, ma anche strumento privilegiato per entrare in rete (a Milano: dal pc di casa il 49%, da cellulare 57,1%). «Dato preoccupante», sottolinea Mariagrazia Zanaboni, presidente de L'Amico Charly, «il ragazzino connesso ovunque sfugge totalmente al già scarso controllo dei genitori. A spaventare noi educatori», aggiunge, «è anche l'uso troppo disinvolto dei social network. Il rischio, attenzione, non è solo il pedofilo, ma anche il coetaneo sconosciuto nelle cui mani metti la tua identità.  Il cyberbullismo è spietato». Inutile gridare al lupo: un ragazzino di 13 anni non può acquistare da solo un cellulare di ultima generazione. 

La voglia di trasgressione infine che caratterizza l'ETA' DI MEZZO (vedi articolo) mostra quanto questi ragazzi vogliano sentirsi più grandi e si mettano continuamente alla prova attivando comportamenti rischiosi e a volte delinquenziali.
"... Che effetto le fa il dato che a Milano il 74,7% dei teenager non paga il biglietto sui mezzi pubblici? «È sorprendente ma non ho dubbi: rispecchia in pieno il desiderio di trasgressione tipico dell'età».


Quali sono allora gli interventi possibili e da mettere in atto per invertire questa tendenza verso le bevande alcoliche? Chi deve occuparsene? Di chi è  responsabilità?

Come aiutare i ragazzi a preferire la comunicazione vis a vis con gli amici e non quella mediata dal pc o dallo smartphone, riscoprendo l'uscire insieme, l'importanza del contatto visivo e di tutte le diverse sfumature che arricchiscono questa modalità relazionale?

Come favorire in quanto genitori, insegnati, educatori, un clima di fiducia e di confronto sulle tematiche che stanno a cuore ai ragazzi per poterli accogliere e non sentirli scappare da noi?


dott.ssa Laura Tresoldi








giovedì 26 settembre 2013

INCONTRI FORMATIVI DI DIFESA PERSONALE RIVOLTI ALLE DONNE - PROVINCIA DI LECCO

Per il secondo anno consecutivo la Provincia di Lecco (Assessorati ai Servizi alla Persona e alla Sicurezza) e il Comune di Barzanò (Assessorato Servizi alla Persona e Politiche Sociali) sostengono un progetto formativo di difesa personale rivolto alle donne.


Gli incontri si terranno ogni mercoledì dal 2 al 30 ottobre dalle 20.00 alle 21.30, presso la Scuola Primaria Ada Negri di Barzanò.


La realizzazione del corso a partecipazione gratuita è stata possibile grazie alle professionalità messe a disposizione dalla Polizia Provinciale di Lecco e dallo Sportello antistalking dell'ospedale Manzoni di Lecco e alla struttura offerta dal Comune.


Il programma delle lezioni prevede l'illustrazione dei metodi di autodifesa con esercizi pratici, tenuti da un agente del Corpo di Polizia Provinciale con la qualifica di Istruttore riconosciuto di Krav Maga, l'approfondimento di aspetti legali alla legittima difesa e di aspetti psicologici correlati alla paura e alla minaccia, grazie all'intervento in aula di un avvocato e di un team di psicologi dello sportello antistalking dell'ospedale di Lecco.


Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Comune di Barzanò (Sportello del cittadino) il lunedì dalle 17.00 alle 18.30 oppure telefonare ai numeri 039-9213026 (ufficio anagrafe Comune di Barzanò) o 0341-295254 (Comando di Polizia Provinciale di Lecco).


Il modulo di iscrizione è scaricabile dai siti www.provincia.lecco.it e www.comune.barzano.lc.it.
 
(Comunicato stampa, Provincia di Lecco)

mercoledì 11 settembre 2013

ESISTI SE APPARI. O come direbbe, forse simpaticamente, Cartesio: appari dunque sei, dunque esisti

 
 


Connettere la propria esistenza  ai vari social network: facebook, youTube, Twitter – solo per citarne qualcuno – è diventata una routine per la maggior parte delle persone, se poi si possiede anche uno smartphone, il rischio che questa smania di apparire esistenti porti alla tecno-dipendenza è altissimo. Questo nuovo modo di relazionarsi on line agli altri, di comunicare una potenziale e spesso illimitata disponibilità ad esserci ovunque se da un lato consente di ridurre la distanza con le persone a noi care e sedare il senso di solitudine, forse alla base di questa insaziabile sete di interazione e di tenersi informati, dall’altro comporta un pericoloso, quanto paradossale, risvolto della medaglia: relegare sullo sfondo, quasi fossero “di serie B”, le relazioni face to face. Lo sa bene Alex Haigh, un  ragazzo di  Melbourne che, infastidito dallo smodato uso del cellulare da parte dei suoi coetanei ha deciso di prendere posizione lanciando nel 2012, sul suo sito web, una campagna anti Phubbing. Questo termine, formato dalla contrazione tra phone (telefono) + snubbing (snobbare)  descrive l’atteggiamento di chi, pur in compagnia di qualcuno, lo ignora a favore del proprio dispositivo mobile (smartphone, tablet).  Un fenomeno quello dello stare “da soli insieme”  sempre più presente anche in famiglia,  come osserva,  la ricercatrice di scienze sociali, Sherry Turkle nel suo libro “Alone together” in cui scrive: “…oggi possiamo chiamare ‘famiglie post-familiari’ quelle i cui membri stanno ‘da soli insieme’, ognuno nella sua stanza, con il proprio computer o dispositivo mobile collegato in rete…”.
Quanto tempo ci assorbe questa attività di controllo dei social network? quanto ne veniamo fagocitati ma soprattutto quanto ne abbiamo consapevolezza? Ogni evento, pensiero, stato emotivo, esperienza, luogo visitato viene postato, condiviso, commentato, apprezzato o ignorato, whatsappato, twittato e l’istantaneità degli scambi comunicativi, unitamente al desiderio di onniscienza, inducono ad una iper connessione alla rete con un conseguente incremento di isolamento dal reale intorno sociale.  Impossibile pensarsi senza il proprio dispositivo mobile, ci si sentirebbe fortemente a disagio, un “pesce fuor d’acqua” – specie se in compagnia di chi lo possiede – se non addirittura intimorito. E’ stato di recente coniato il termine “nomofobia” – formato col suffisso –fobia e il prefisso inglese, abbreviato, di no-mobile – proprio per nominare la paura che invade chi, per assenza di segnale o per altre cause, teme di rimanere sconnesso dal contatto con la rete di telefonia mobile. Una condizione di isolamento e alienazione, benché non di paura, è chiaramente identificabile nel volto della protagonista di un filmato, dal titolo “I forgot my phone” [trad. ho dimenticato il cellulare] (di cui sotto), pubblicato il 22 agosto su You Tube. Per inciso, anche la regista del video sembra non contemplare l’eventualità che si possa non avere uno smartphone! Chissà quante volte sarà capitato, anche a chi legge, di subire questa spiacevole, quanto imbarazzante, sensazione di estraneità in compagnia di persone che paiono in “temporaneo stato di off” rispetto alla conversazione faccia a faccia,  in quanto impegnate,  ognuna col proprio cellulare, a chattare con altri virtuali. Difficile pensare di separarsene anche mentre si cammina o si attraversa la strada tanto che a New York si è pensato di segnalare ai pedoni la pericolosità di questa pratica con cartelli stradali appositi in cui vi è scritto: “Pay attention while walking. Your facebook status update can wait” [trad., Fate attenzione mentre camminate. Il vostro aggiornamento di stato su facebook può attendere].  Lo smartphone è ormai diventato “l’amico tascabile”onnipresente sia quando ci troviamo soli che quando siamo in compagnia; ci consente di mediare l’interazione con gli altri reali e funge da possibile “via di fuga” quando si desidera evitare l’imbarazzo di una pausa, di un silenzio durante una conversazione  o quando si è poco interessati al proprio interlocutore e ci si annoia, pur rischiando di apparire scortesi nei riguardi di chi ci siede accanto. Ma al di là dell’uso fuor di galateo che se ne può fare è il tempo eccessivo che si “investe” in tale attività a dare conto del livello della sua tossicità: tanto più si è persuasi di non potersene staccare, tanto meno si perverrà ad una sua gestione consapevole. La capacità di autoregolarsi negli eccessi implica uno sforzo di volontà, delle azioni tese verso ciò che merita valore come la cura di sé che non può prescindere dalla cura della qualità delle proprie relazioni significative: la nostra più grande risorsa! Prendiamone atto pur continuando a servirci dei vantaggi che la tecnologia ci offre.
Auguro a tutti una equilibrata e consapevole navigazione!
Dott.ssa Moira Melis

martedì 10 settembre 2013


No al silenzio! Basta violenza sulle donne

Mostre/ incontri/ letture/ performance e interventi musicali


La campagna

Il Sistema Bibliotecario Urbano di Milano, in collaborazione con l’editore OSA Books & Media, presenta una campagna di sensibilizzazione e di informazione sul tema della violenza sulle donne.

L’iniziativa prende il titolo dalla mostra No al Silenzio! Basta violenza sulla donne del satirist Furio Sandrini, alias Corvo Rosso, ideatore, curatore e promotore dell’iniziativa. La mostra fa da cornice al ricco programma in calendario che, per la prima volta in Italia e probabilmente nel mondo, si presenta come una manifestazione diffusa sul territorio di un’intera città. Per oltre un mese, dal 14 settembre al 27 ottobre 2013, Milano sarà infatti teatro di una molteplicità di eventi sul tema: letture, presentazioni di libri e incontri con gli autori, perfomance, musica, mostre e spettacoli, ma anche occasioni per conoscere il lavoro di tutti i soggetti impegnati nella prevenzione e nel contrasto alla violenza sulle donne.

Oltre il 27 ottobre sono previste altre iniziative che daranno continuità alla campagna No al Silenzio! Basta violenza sulla donne fino al 25 novembre 2013, giorno in cui in tutto il mondo si commemora la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, secondo la risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1999.

Hanno aderito alla manifestazione l’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute, l’Assessorato alla Sicurezza e Coesione Sociale, la Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità oltre a editori, librerie, ospedali, università e associazioni impegnate nel campo.

 

Gli eventi

> 1 mostra di vignette satiriche No al silenzio! Basta violenza sulle donne di Corvo Rosso. Una selezione di vignette è simultaneamente esposta nelle 25 biblioteche del sistema urbano e in tutte le librerie indipendenti di Milano e farà da cornice contestuale al fitto calendario di eventi proposti. La mostra si sposterà poi in altri luoghi metropolitani, quali ospedali e università.

> 36 presentazioni di libri e di studi di recente pubblicazione sul tema della violenza di genere, a cura degli autori, accompagnati da reading, video, interventi musicali e performance a sorpresa.

> 8 dibattiti/ conferenze

> 10 recital/ performance

> 4 mostre collaterali

> 20 incontri con le Associazioni e i Centri che nel territorio nazionale si occupano attivamente del fenomeno della violenza sulle donne. Molte di queste realtà fanno parte della Rete cittadina antiviolenza.

> 25 angoli informativi allestiti in tutte le biblioteche per favorire la documentazione e l’informazione. Oltre a ciò le biblioteche mettono a disposizione selezioni bibliografiche di testi sull’argomento.

> 1 festa finale aperta a tutti, con reading, spettacoli e musica e con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella campagna. Domenica 27 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 presso la Palazzina Liberty.

Questi gli eventi che si svolgono nelle biblioteche del sistema, secondo il programma che segue. Altri ancora sono ospitati nelle librerie (Rizzoli e Librerie Indipendenti di Milano), negli ospedali  e nelle università.

Per il programma completo > www.corvorosso.it

Furio Sandrini, ideatore, curatore e promotore dell’iniziativa, sarà presente come moderatore e animatore a molti eventi in programma. Così faranno Matteo Albertini e Giovanna Daniele, della redazione di Corvo Rosso Magazine on line.