"Trovarsi insieme è un inizio, restare insieme un progresso…lavorare insieme un successo." (Henry Ford)
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martedì 18 novembre 2014
sabato 30 novembre 2013
Genitori 2.0 a Monza: come comunicano i figli oggi attraverso i social network.
Una serata-confronto con genitori di ragazzi della scuola secondaria e le modalità comunicative.
Facebook, WhatsApp, mail, Ask, ... come comunicano i ragazzi oggi?
Genitori e adulti: come comunicare con loro?
I
pregi e le positività di internet, una rete che connette e unisce,
una
realtà quotidiana che permette di condividere le nostre esperienze.
dott.ssa Laura Tresoldi
venerdì 4 ottobre 2013
UN'INDAGINE SU «RAGAZZI E SOCIALITÀ»: Avere 13 anni a Milano
Da un articolo del Corriere della Sera del 21 settembre raccogliamo i dati di una nuova ricerca sui ragazzi, PRE ADOLESCENTI in questo caso, che mostrano alcune caratteristiche preoccupanti ultimamente in "voga".
( http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_21/rubrica-genitori-figli-adolescenti-trasgressioni-vino-alcol-tredicenni-2223219823099.shtml)
Riportiamo alcune parti dell'articolo dove troviamo i dati e i commenti di esperti riguardanti la vita sociale dei ragazzi di oggi in una città come Milano.
Si evince la tendenza sempre più spiccata e generalizzata di un numero alto di ragazzi di 13 anni ed il consumo di alcol, dell'utilizzo sfrenato e senza controllo dei social network e dei suoi pericoli (vedi il nostro articolo sui pericoli della rete) e dei comportamenti a rischio messi in atto.
Per quanto riguarda il consumo di bevande alcoliche:
"... Ragazzi con il bicchiere di vino o la lattina di birra in mano (non si sa bene quando e dove, ma è una certezza), lo smartphone sempre acceso (e il vizio di concedere l'amicizia su Facebook anche a sconosciuti) e una certa propensione alla trasgressione (fa «figo» e tanto la sfanghi sempre). Generazione 13/14 anni, l'età in cui si frequenta la terza media: li riconoscete? A raccontarli con lucidità l'indagine annuale, fresca di pubblicazione, della Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza e dell'Associazione Laboratorio Adolescenza. L'équipe degli psicologi degli enti ha seguito i ragazzini per mesi...
... Milano, città-laboratorio di studio delle nuove tendenze: nel capoluogo lombardo i questionari sono stati 700. ..."
" ... Dall'indagine emerge un ultimo dato inquietante: l'abuso di alcol. In città beve vino il 48,4%, birra il 58% e bevande a basso contenuto alcolico il 52,6% (i dati nazionali sono allineati). Anche in questo caso chi lavora in questo campo non si stupisce. «L'età del primo bicchiere continua a calare: abbiamo superato i paesi anglosassoni e deteniamo oramai il primato europeo», rivela Raffaella Rossin, presidente Sia Lombardia, Società Italiana Alcologia. «È vera emergenza», dice, «da tempo sottolineiamo l'urgenza di un lavoro coordinato fra enti pubblici, privato sociale, scuola e medicina di base. Non è allarmismo. I genitori ignorano i danni irreparabili che una sola unità alcolica (significa un bicchiere) può determinare prima dei sedici anni».
Si riprende con il tema dell'utilizzo di internet e del libero accesso a qualsiasi tipo di informazione e persone sul web questa volta attraverso lo smartphone.
"... La vera novità è invece il debutto dello smartphone,non più solo oggetto cult, ma anche strumento privilegiato per entrare in rete (a Milano: dal pc di casa il 49%, da cellulare 57,1%). «Dato preoccupante», sottolinea Mariagrazia Zanaboni, presidente de L'Amico Charly, «il ragazzino connesso ovunque sfugge totalmente al già scarso controllo dei genitori. A spaventare noi educatori», aggiunge, «è anche l'uso troppo disinvolto dei social network. Il rischio, attenzione, non è solo il pedofilo, ma anche il coetaneo sconosciuto nelle cui mani metti la tua identità. Il cyberbullismo è spietato». Inutile gridare al lupo: un ragazzino di 13 anni non può acquistare da solo un cellulare di ultima generazione.
La voglia di trasgressione infine che caratterizza l'ETA' DI MEZZO (vedi articolo) mostra quanto questi ragazzi vogliano sentirsi più grandi e si mettano continuamente alla prova attivando comportamenti rischiosi e a volte delinquenziali.
"... Che effetto le fa il dato che a Milano il 74,7% dei teenager non paga il biglietto sui mezzi pubblici? «È sorprendente ma non ho dubbi: rispecchia in pieno il desiderio di trasgressione tipico dell'età».
Quali sono allora gli interventi possibili e da mettere in atto per invertire questa tendenza verso le bevande alcoliche? Chi deve occuparsene? Di chi è responsabilità?
Come aiutare i ragazzi a preferire la comunicazione vis a vis con gli amici e non quella mediata dal pc o dallo smartphone, riscoprendo l'uscire insieme, l'importanza del contatto visivo e di tutte le diverse sfumature che arricchiscono questa modalità relazionale?
Come favorire in quanto genitori, insegnati, educatori, un clima di fiducia e di confronto sulle tematiche che stanno a cuore ai ragazzi per poterli accogliere e non sentirli scappare da noi?
( http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_21/rubrica-genitori-figli-adolescenti-trasgressioni-vino-alcol-tredicenni-2223219823099.shtml)
Riportiamo alcune parti dell'articolo dove troviamo i dati e i commenti di esperti riguardanti la vita sociale dei ragazzi di oggi in una città come Milano.
Si evince la tendenza sempre più spiccata e generalizzata di un numero alto di ragazzi di 13 anni ed il consumo di alcol, dell'utilizzo sfrenato e senza controllo dei social network e dei suoi pericoli (vedi il nostro articolo sui pericoli della rete) e dei comportamenti a rischio messi in atto.
Per quanto riguarda il consumo di bevande alcoliche:
... Milano, città-laboratorio di studio delle nuove tendenze: nel capoluogo lombardo i questionari sono stati 700. ..."
" ... Dall'indagine emerge un ultimo dato inquietante: l'abuso di alcol. In città beve vino il 48,4%, birra il 58% e bevande a basso contenuto alcolico il 52,6% (i dati nazionali sono allineati). Anche in questo caso chi lavora in questo campo non si stupisce. «L'età del primo bicchiere continua a calare: abbiamo superato i paesi anglosassoni e deteniamo oramai il primato europeo», rivela Raffaella Rossin, presidente Sia Lombardia, Società Italiana Alcologia. «È vera emergenza», dice, «da tempo sottolineiamo l'urgenza di un lavoro coordinato fra enti pubblici, privato sociale, scuola e medicina di base. Non è allarmismo. I genitori ignorano i danni irreparabili che una sola unità alcolica (significa un bicchiere) può determinare prima dei sedici anni».
Si riprende con il tema dell'utilizzo di internet e del libero accesso a qualsiasi tipo di informazione e persone sul web questa volta attraverso lo smartphone.
"... La vera novità è invece il debutto dello smartphone,non più solo oggetto cult, ma anche strumento privilegiato per entrare in rete (a Milano: dal pc di casa il 49%, da cellulare 57,1%). «Dato preoccupante», sottolinea Mariagrazia Zanaboni, presidente de L'Amico Charly, «il ragazzino connesso ovunque sfugge totalmente al già scarso controllo dei genitori. A spaventare noi educatori», aggiunge, «è anche l'uso troppo disinvolto dei social network. Il rischio, attenzione, non è solo il pedofilo, ma anche il coetaneo sconosciuto nelle cui mani metti la tua identità. Il cyberbullismo è spietato». Inutile gridare al lupo: un ragazzino di 13 anni non può acquistare da solo un cellulare di ultima generazione.
La voglia di trasgressione infine che caratterizza l'ETA' DI MEZZO (vedi articolo) mostra quanto questi ragazzi vogliano sentirsi più grandi e si mettano continuamente alla prova attivando comportamenti rischiosi e a volte delinquenziali.
"... Che effetto le fa il dato che a Milano il 74,7% dei teenager non paga il biglietto sui mezzi pubblici? «È sorprendente ma non ho dubbi: rispecchia in pieno il desiderio di trasgressione tipico dell'età».
Quali sono allora gli interventi possibili e da mettere in atto per invertire questa tendenza verso le bevande alcoliche? Chi deve occuparsene? Di chi è responsabilità?
Come aiutare i ragazzi a preferire la comunicazione vis a vis con gli amici e non quella mediata dal pc o dallo smartphone, riscoprendo l'uscire insieme, l'importanza del contatto visivo e di tutte le diverse sfumature che arricchiscono questa modalità relazionale?
Come favorire in quanto genitori, insegnati, educatori, un clima di fiducia e di confronto sulle tematiche che stanno a cuore ai ragazzi per poterli accogliere e non sentirli scappare da noi?
dott.ssa Laura Tresoldi
mercoledì 7 agosto 2013
... l' ETA' di MEZZO ...
Stiamo
parlando dei PRE ADOLESCENTI: i ragazzi e le ragazze nella fascia
d'età che va dai 9 ai 12 anni circa. Quelli che non sai se chiamare
bambini o ragazzi.
I
PRE ADOLESCENTI rifiutano l'essere bambini e iniziano a comportarsi
come adolescenti ma non lo sono ancora.
Chi
sono allora e che caratteristiche presentano:
I
pre-adolescenti sono troppo grandi per fare i giochi da bambini ma
anche troppo piccoli per divertirsi come gli adolescenti; gironzolano
un po’ dappertutto, comprano tutto quello che possono o spingono i
genitori a farlo.
I
preadolescenti sono in contina lotta con il loro desiderio di
indipendenza, che si scontra però con il loro bisogno di avere
ancora dei limiti imposti dai genitori.
I
pre-adolescenti svolgono attività come l’andare al cinema, passare
del tempo con gli amici e la famiglia, fare sport, giocare ai video
giochi e guardare la tv.
I
pre- adolescenti hanno diversi livelli di espressione del bisogno:
alcuni bisogni sono chiaramenti verbalizzati, altri taciuti, altri
ancora espressi ma in modo mascherato affidati alla capacità dei
genitori di interpretarli.
Come
ogni età dello sviluppo anche la PRE ADOLESCENZA ha degli specifici
"compiti" da superare che riguardano lo sviluppo
fisico-corporeo, cognitivo ed emotivo-affettivo.
Il
cambiamento fisico è il più evidente segno del passaggio dal
bambino all' adolescente che porta in tutti la paura dell'essere
INADEGUATI, SBAGLIATI rispetto agli altri del gruppo dei pari.
Importante è aiutare ad accettarsi e imparare a convivere con questo
nuovo corpo che diventa sempre più, anche se in tempi diversi, parte
del sé.
Alla
maturazione corporea segue il consolidarsi delle condotte del
genere di appartenenza. Il gruppo dei maschi e il gruppo delle
femmine: quante volte si vedono gruppi che si siedono nettamente
separati?
L'apertura
del pre-ado verso nuove forme di socializzazione e
l'autonomizzazione dalla propria famiglia porta ad un
orientamento da " verso i genitori" a "verso i pari".
Nonostante la situazione di dipendenza, idealizzazione e bisogno del
genitore sia ancora forte il pre-ado esplora nuove forme di
indipendenza ed autonomia esterne.
Il
gruppo dei pari, un' amicizia elettiva: tutte occasioni per
confrontarsi, sentirsi accettato, sviluppare la propria identità.
E' nell'età di mezzo che si passa da un'identità fondata sui
modelli di riferimento nel quali ci si è identificati per arrivare,
non senza sforzi, ad una definizione originale di sé nella quale il
pre-ado assomiglia sempre più a sé stesso.
Le
capacità riflessive e di critica si sviluppano ma con tempi
lunghi, per questo la figura di un genitore è ancora il riferimento
necessario, anche se non sempre accettato, per le scelte del pre-ado
in un gioco di vicinanza e distanza che varia con il tempo e lo
sviluppo delle competenze.
Il
pre-adolescente per la sua caratteristica intrinseca di essere
nell'età di mezzo ha bisogno di autocomprendersi, questo sarà
sicuramente più facile con l'aiuto di un genitore: l'adulto di
riferimento aiuterà il pre-ado a trovare la propria identità, ad
esprimerla, ad selezionare quei valori che saranno punti fermi nella
sua vita.
Nonostante
la sempre maggiore difficoltà nel comunicare, i preadolescenti non
rifiutano l'incontro con i grandi. Soltanto lo cercano attraverso
modalità diverse, rispettose della loro soggettività, dei loro
silenzi e delle loro difficoltà in un momento di confusione, di
crescita, dove già capire sé stessi non è semplice...figuriamoci
farsi capire.
Dott.ssa
Laura Tresoldi
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